I nostri antenati avevano molta fiducia in noi, nonostante il patriarcato in cui credevano fermamente. Avevano fiducia nel futuro, si divertivano ad immaginare che nel secondo millennio le macchine avrebbero volato, ci sarebbero state tecnologie per eliminare povertà, fame nel mondo, ogni diversità. Pensavano che avremmo imparato dai catastrofici avvenimenti della storia, e avremmo saputo come non farli ripetere.
Uomini e donne coraggiosi sono arrivati a dare la propria vita per un mondo migliore, per dare il via a cambiamenti che avrebbero segnato le nostre vite.

Un occhio dal passato

Cosa vedrebbero quegli uomini e quelle donne se potessero in qualche modo dare un’occhiata alla società odierna?
Vedrebbero un mondo certamente cambiato. Vedrebbero un mondo migliore, quello che speravano di aver plasmato dopo anni e anni di lotte?
Cosa direbbe Emily Davison, suffragetta rimasta uccisa al Derby di Epsom del 1913? Cosa direbbero tutte le donne che come lei hanno sofferto, hanno lottato, hanno sopportato persecuzione e torture per garantire a noi donne, oggi, il diritto di voto e l’inizio dello smantellamento del patriarcato?
Sarebbero soddisfatte del loro lavoro, vedendo i risultati? Oppure vedrebbero solo una società patriarcale mascherata da leggi ambigue e passività collettiva?

L’inizio di tutto

Il patriarcato ha inizio con la storia dell’homo sapiens, ma trova la sua massima espansione a partire dall’alto Medioevo, con Giustiniano I, che stabilì nel matrimonio l’obbligo di fedeltà solo a carico della moglie e la sua esclusiva sottomissione al marito. Inoltre, con l’affermazione del patriarcato si stabilizza la linea di discendenza maschile per l’eredità dei beni, escludendo totalmente la possibilità di eredi dalla parte della moglie.
Spesso con sangue e ribellioni, nel corso della storia la maggior parte di queste leggi – salvo in alcuni paesi – sono state abolite. Ancora oggi, nel 2019, vediamo paesi musulmani che danno la possibilità alle donne di guidare, o di andare allo stadio, e dobbiamo sentire i commentatori internazionali definirle quasi una rivoluzione.

Situazione attuale: il padre padrone esiste ancora?

padre-padrone-different-magChi può affermare con sicurezza che – nei paesi cosiddetti civilizzati – il patriarcato e la supremazia maschile non opprimano più la vita delle donne, in ogni campo? Dal lavoro, dove il sesso femminile arriva sempre un gradino sotto l’equivalente maschile, fino ai soprusi ben nascosti all’interno di un appartamento, molti uomini sono decisamente rimasti al Medioevo.
Osservando la quotidianità con un occhio non superficiale, possiamo percepire l’aria tossica del pensiero maschilista e misogino in ogni piccolo aspetto della vita di tutti i giorni. Un pensiero che vive – come un pericoloso batterio – nella mente della maggior parte degli uomini e, in modo ancora più raccapricciante, di molte donne.

Tutti d’accordo con #metoo, ma solo a parole

Tutti sono pronti a negare che esistano supremazia e oppressione maschilista sulle donne. Stupri, violenze, omicidi, sono però notizie quotidiane, e ancora più numerosi gli episodi meno clamorosi, più subdoli e viscidi: le occhiate languide che squadrano una donna quando sale su un autobus, la scansione ai livelli di una TAC per intravvedere un lembo di pelle scoperta, o ancora leggeri sfioramenti di un corpo con l’altro, che – quando vengono chieste spiegazioni – sono etichettati dal viscido maschio minorato semplicemente come distrazioni, o colpa di buche, frenate o scosse dell’autobus o tram o metro.

Giudicare sempre, il padrone vuole l’ultima parola

Inutile pensare che ci sia una spartizione di compiti, a casa. Fin da ragazzi, passata la frenesia da bambini, i maschi sono abituati a farsi servire. Come nei film di cinquant’anni fa, che descrivono le campagne di inizio novecento (il film con il nome omonimo, “Novecento”, ne è un perfetto esempio, creato da un maestro della regia, assolutamente da vedere. Qui il link.). O ancora i film che ancora ci fanno sorridere, con Fantozzi in mutande servito davanti alla televisione dalla sua “Pina”. Tanto lontano dalla realtà?

Qui manca del tutto la formazione, purtroppo, manca l’educazione a considerare i due sessi paritari. E questa non viene insegnata con l’elearning via web, o almeno non solo, perchè tutto si può trovare online (vedi il progetto differentacademy.com). L’insegnamento deve partire dalla casa stessa, dall’esempio di padre, madre, figli, compagni e compagne, che in modo assolutamente normale si alzano e spostano, ognuno per la sua piccola parte. Non esiste più il maschio servito, non può più essere parte del nostro 2019 e degli anni a seguire. Non c’è più posto per il padre padrone, capotavola obbligato, pronto a giudicare tutti e tutto, senza mai essere in discussione.

Quante volte leggiamo sui social, oltre a sentire addirittura di persona, frasi che mettono i brividi, davanti a episodi in cui ragazze o donne siano state importunate per strada, con la sola colpa di voler tornare a casa dopo una serata divertente e spensierata. Come è possibile leggere “se ti vesti così non puoi mica lamentarti”, o ancora “se tu avessi bevuto meno non sarebbe successo” e il più tremendo “te la sei cercata”.

Probabilmente i maschi maschioni rivaluterebbero di molto questi commenti perentori se, invece di personaggi nostrani ed extracomunitari amanti del sesso femminile, si trovassero davanti a un’orda di Africani amanti delle pratiche sessuali miste, che possano e anzi vogliano prendere di mira un maschio, piuttosto che una ragazza.

Africani solo per un esempio comunemente utilizzato, per una popolazione considerata dagli italiani alquanto pericolosa, nella mediocrità delle conclusioni che naturalmente non condividiamo in alcun modo. Potrebbe valere lo stesso trovandosi davanti a un gruppo di italiani con gusti particolari, di uno e novanta con spalle da camionista. Sentiremmo allora molti meno commenti sicuri, in molti preferirebbero finalmente tacere, quando si possa pensare a essere un bersaglio indipendentemente dal sesso.

Il patriarcato non è stato eliminato, non ha lasciato posto all’uguaglianza fra sessi. Il messaggio, nonostante iniziative fucsia e quote rosa, invita le donne a rimanere, adesso come nel Medioevo, al loro posto, davanti ai fornelli o con la scopa in mano.

Non possono i numeri, le leggi, le riforme cambiare gli atteggiamenti: solo le persone possono. Solo gli umani possono essere la fonte di un vero cambiamento,  uomini e donne che ogni giorno, con tanti piccoli sforzi,  tentano di cambiare il pensiero radicato.

Come Emily Devison inizieremo a sperare in un mondo davvero nuovo, di vera parità fra sessi, solo quando il batterio residente della misoginia e del maschilismo sarà morto o indebolito definitivamente. Potremo a quel punto immaginare un mondo diverso, senza dover lottare ogni giorno in ogni breve momento, senza vedere lo sguardo compassionevole o essere considerate – come donne – oggetti di proprietà.

Esempi reali

padre-padrone-different-mag-violenza-donneAbbiamo visto come sia tutt’altro che infrequente trovare un uomo – se così lo vogliamo chiamare – che si senta padre padrone, capo indiscusso del suo piccolo “harem” in casa o in ufficio. Per il solo tratto genetico maschile, sprattutto per essere stato cresciuto nella bambagia, spesso, da padre e madre, si sente il proprietario di chi ha intorno. Ecco così che cessano tutte le forme di affetto, o non sono mai esistite, per lasciare spazio a un vero e proprio convincimento di proprietà. A quel punto le donne che si trovino in questa maledetta situazione avranno un destino segnato, così come i figli che dovessero capitare, loro malgrado, nel vortice del nostro immaginario capo e padrone. Esattamente uguale la situazione in un ufficio. Lo stipendio passato alla collaboratrice, segretaria, ma anche collega di pari grado, giustifica la mente malata del teorico maschio alfa a comandare e gestire le persone come fossero oggetti.

Da qui purtroppo nascono molte delle peggiori tragedie che leggiamo sui quotidiani o sentiamo ai telegiornali, e nascono non appena una donna, satura, tenta di alzare la testa e riavere la propria vita.

Spariranno, i padri padroni, e per fortuna molti sono già scomparsi. Non sono umani con un diritto reale di vivere su questa terra, ma ognuno di noi deve continuare a svolgere la propria parte di lavoro. Basta accettare in modo passivo questa situazione degradata, bisogna iniziare a non aver paura e combatterla attivamente, con ogni mezzo a nostra disposizione. Ognuno di noi, donne e uomini. Insieme.

By GreGa

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