L’universo del Marirene ferriketing sta radicalmente cambiando e le nuove forme relazionali condizionano le nuove strategie aziendali verso il consumatore.

Abbiamo intervistato Irene Ferri autrice del libro “Il Marketing Etico” e appassionata cultrice della scrittura sotto tutti i suoi profili , per chiederle se secondo lei il Marketing può essere veramente “Etico”.

 

Ciao Irene, dicci di te

Mi chiamo Irene Ferri, ho 40 anni e sono una scrittrice imprenditrice. Ho un’attività freelance nella quale mi occupo di scrittura in tutti gli stili e per tutti i media.

Nella mia vita ho sperimentato diversi lavori. Ho lavorato nel settore delle HR, sono grafologa, sono stata una tutor di grafologia e informatica, ero responsabile di un team di 20 persone, ho venduto fiori e allestito matrimoni, ho fatto l’account, ho gestito un customer service. Insomma, mi sono sperimentata e ho imparato qualcosa da tutte le esperienze.

Il fil rouge della mia esperienza lavorativa è rappresentato dalla mia curiosità, la voglia di conoscere, la spontaneità e il desiderio di comunicare in modo profondo.

Di cosa ti occupi e cosa ti contraddistingue?

Mi occupo di scrittura. Mi definisco “artigiana della scrittura” per la mia attenzione ai dettagli, la cura, l’amore e la creazione di contenuti personalizzati, su misura dello stile comunicativo proprio del mio cliente.

Sono un coach: mi occupo di far riscoprire ad ognuno la propria scrittura interiore, quella che abbiamo dentro, che fa parte di noi. Qualcosa di spirituale, ma di più molto pratico. La scrittura interiore non è quella che ci insegnano a scuola: è uno stile comunicativo privato che adotta le regole di un codice stabilito in modo convenzionale (la lingua).

Ognuno può esprimere se stesso ed essere efficace rispetto ai suoi obiettivi?

E’ questo che insegno.

Quali sono le tue passioni?

Amo alla follia la scrittura, il marketing, l’advertising. Amo la piante, gli animali, la vita semplice, che non impatta sull’ambiente e che rispetta la natura ed i suoi ritmi. Ho un giardino a cui dedico molto tempo e che mi ripaga con bellissimi regali.

Amo creare oggetti, riciclare. Pratico la scrittura manuale e mi butto nella natura appena posso.

Che tipo di comunicazioni ti piace utilizzare? Social, blog, web site, ecc.

Ho un sito – www.comesiscrive.eu – sul quale sviluppo un sistema di coaching consolidato, chiamato appunto “Come si scrive”.

Ho anche un blog sul sito e utilizzo vari social per interagire con i colleghi e con chi abbia le mie passioni o sia interessato ai miei servizi.

I tuoi libri?

L’ultimo libro che ho pubblicato è di aprile 2014. Si chiama “Il marketing etico” ed è edito da Bruno Editore. Ne ho scritti tantissimi altri che si trovano sul mio sito, nella sezione Portfolio.

Ma il Marketing può essere Etico?

Il marketing dovrà essere etico. I social hanno modificato completamente il rapporto azienda-consumatore, annullando le distanze tra loro. Ne parlo diffusamente nell’ebook. Molte aziende fanno già customer service sui social e rispondono al cliente direttamente. Etica vuol dire trasparenza, rispetto, fiducia e creazione di una partnership tra i due attori del processo di consumo.

Un consumatore può riconoscere l’etica nel marketing?

Non solo la riconosce, ma la chiede a gran voce. Si leggono sempre più spesso commenti a qualche pubblicità troppo “forzata” nella comunicazione. Commenti che mettono in dubbio la veridicità del messaggio stesso. Gli slogan “eclatanti” che propongono soluzioni definitive non convincono più. I consumatori chiedono verità, autenticità, rapporto di fiducia.

Per questo occorre lavorare molto sulla reputazione di un brand.

Il marketing crea necessità inesistenti?

Il marketing, soprattutto il 2.0 (nato negli anni ’80-’90, gli anni del consumismo sfrenato) ha spesso usato leve inconsce per stimolare acquisti di beni non necessari. E’ di questi giorni l’uscita del nuovo I-Phone, il classico esempio di cosa può fare il marketing per “persuadere” della assoluta necessità di un prodotto. Che diventa un bene primario e allo stesso tempo un oggetto di culto.

Si possono raggiungere e superare gli obiettivi di vendita anche senza usare leve inconsce, con metodi più rispettosi della volontà del prospect. Pensare che il Marketing etico non raggiunga gli obiettivi è una falsità: non di rado ottiene risultati migliori. Perché garantisce la fidelizzazione del cliente. E rende chiari e tangibili i risultati che ottiene.

On-line vs. Off-line : si diceva che le vendite on-line avrebbero soppiantato il commercio tradizionale, tuttavia sembra più vivo che mai, cosa ne pensi?

Le vendite on line aprono nuove possibilità a tutti, anche alle piccole e piccolissime imprese. Il web è un canale potente, perché mette in relazione persone con le stesse passioni o gli stessi interessi collocate in zone diverse del mondo. Supera le barriere spazio-temporali e ti fa trovare il tuo cliente target anche agli antipodi.

Il comportamento di ricerca on line segue regole semplificate: il cliente acquista con un click – quando il fornitore ha un sito ottimizzato che semplifica il processo di acquisto. Sempre più spesso il negozio fisico è uno show room dove “toccare” un prodotto che poi viene acquistato on line perché più conveniente o soggetto a politiche di sconto.

Quale fenomeno rivoluzionerà il marketing nei prossimi anni?

L’artigianalità. Ci stiamo allontanando dalle produzioni “di massa”. Ognuno di noi è un brandche riscopre la propria originalità e la propria individualità. La parola chiave del futuro è “personalizzazione”. Io stessa la offro nel mio coaching e nel mio negozio on line

Come si scrive su Etsy.

Sono tendenze, queste appena citate, che saranno sempre più vive, come le forme alternative di scambio (dato ormai lo scarso potere di acquisto delle famiglie): swap, riciclo, baratto, permuta di servizi e di case. In un mio articolo del 2012 parlavo di questi orientamenti e allora sembravano assurdi. Sono sempre di più la realtà di oggi.

Come hai iniziato a scrivereCom’è il tuo processo creativo e quali le tue fonti di ispirazione?

Ho iniziato a 6 anni, quando l’insegnante ci chiese di buttare giù un ricordo delle vacanze appena trascorse.. Io produssi la prima poesia. Poi ho cominciato a partecipare e a vincere tanti concorsi nazionali, tra cui il premio Chiara.

Il lavoro di uno scrittore freelance non è molto diverso dagli altri: stabilisci degli obiettivi e ti programmi il lavoro secondo piani mensili, settimanali e giornalieri. Il processo creativo è un ingranaggio, funziona bene quando è sempre in movimento.

Le mie fonti di ispirazione sono tantissime. Penso che chi scriva di mestiere debba essere un creativo tecnico molto curioso, nel senso che per essere un buon storyteller deve aprirsi verso tutte le altre realtà e calarsi in esse con testa, cuore e pancia.

Il mio istinto mi spinge a scegliere modelli di eccellenza, da Einstein fino a Cecilia Sardeo, e ad imparare da loro. Mi piace essere così, sempre in movimento, sempre in divenire.

A quale progetto stai lavorando ora?

Seguo diversi progetti, ma sono principalmente concentrata nella promozione del mio sistema di coaching Come si scrive. E’ un coaching che ho sperimentato con diversi imprenditori ed appassionati ed è molto soddisfacente.

E’ un metodo ideato da me e che porto avanti in modalità one to one con grande crescita e scambio reciproci.

Chi sono i tuoi follower e come comunichi con loro?

Il rapporto tra me e i miei follower è un rapporto molto personale, proprio come il mio coaching. Mi piace creare un’atmosfera rilassata e informale. Essere professionale non vuol dire non ridere né scherzare mai. Sono una persona molto allegra e positiva e i miei scambi spesso hanno comunicazioni giocose, proprio come tra amici che si trovano a bere un caffè o a fare una passeggiata nella natura. Mi piace così.

Qualcuno ha detto che sono un “coach naturale”, qualcun altro che sono un “guaritore universale”. Io mi definisco “artigiana della scrittura” proprio per questo rapporto diretto e semplice che c’è tra me e chi abbia necessità di scoprire il bellissimo mondo della scrittura.

 Cosa ti ha portato ad avere un blog e come lo vedi nel futuro?

Il blog per me rappresenta la possibilità di esprimermi, di parlare di ciò che amo. Di sperimentare me stessa in differenti direzioni della creatività. Di esplorare il mondo della scrittura con meraviglia e passione. E’ una parte molto importante del mio lavoro. Vado dove mi porta la mia curiosità.

Senz’altro voglio consolidare questo sistema di coaching e poter essere utile a chiunque abbia bisogno di riscoprire interiormente la propria modalità di comunicazione scritta, migliorando così tutti i settori della propria vita.

Che consigli daresti a qualcuno che vuole creare un blog o scrivere?

Se hai una forte passione per la scrittura, non sottovalutare la disciplina.

Occorrono organizzazione, pianificazione, studio costante e sperimentazione continua. I blog

sono cose vive e rispecchiano noi per come siamo .

E ora svelaci qual è “il segreto del tuo successo”?

Ho scelto di essere me stessa e di presentarmi sempre per quella che sono, senza maschere. Io sono uno scrittore un po’ “hippy” che vive dando tutto se stesso alle persone con cui si relaziona profondamente e agli ideali in cui crede. Con gli anni sono diventata meno impulsiva e più tollerante, ma ho l’obiettivo di essere una persona vera, sempre e comunque.

Grazie Irene e in bocca al lupo per le tue passioni e per la ricerca di una “professione più etica”.

Se vuoi approfondire l’argomento leggi:

marketing etico

 

 

 

 

 

 

Oppure  visita:

www.comesiscrive.eu  www.irenedonataferri.com


Il cambiamento mi affascina sotto tutte le sue forme e dopo tante diverse esperienze ed una appassionata formazione ho imparato a guardare sempre oltre… Un background tecnico ed una spolverata di Ingegneria mi hanno permesso di equilibrare la mia creatività, ricoprendo tutti i ruoli commerciali in realtà locali e multinazionali. Autore di diverse pubblicazioni sono alla continua ricerca di soluzione innovative

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