Per Stefania Rossini, sostenitrice di questo stile di vita, più che decrescita felice si tratta di “Evoluzione Felice”, di un significativo passo avanti.

38enne di Pontevico, moglie di un operaio e mamma a tempo pieno di tre bambini.

Una storia apparentemente uguale a molte altre la sua, ma ad un certo punto della vita, decide di lasciare il lavoro di salumiera part-time presso il supermercato di fronte casa, e di abbracciare per lei e la sua famiglia, un nuovo stile di vita, improntato alla riscoperta di quei valori autentici, e delle atmosfere genuine, che hanno contraddistinto la vita dei nostri nonni in tempi non meno difficili di quelli attuali…

Alla base di questo rinnovamento Stefania, c’è la tua convinzione che le difficoltà che hanno messo in ginocchio il nostro sistema economico, non siano legate ad una vera crisi…

Credo che finché ci saranno le autostrade piene, i bancomat alle fiere con la coda allo sportello, finché nei carrelli ci saranno schifezze di ogni genere, finché il valore di una persona continuerà ad essere misurato dal rincorrere l’ultimo cellulare uscito, non si potrà parlare di vera crisi. Manca il lavoro, manca tanto il lavoro, questo si: ci sono persone davvero in crisi perché realmente non sanno cosa mangiare. Quella è crisi. Ma intorno a me vedo pochi in questo stato. La maggior parte si lamenta – con la sigaretta in bocca al bar – che non può cambiare macchina! E questa non possiamo certamente chiamarla crisi, al massimo di abitudini sbagliate.

Consapevole di come il risparmio possa concretamente tradursi in una soluzione pratica per arrivare con maggiore serenità a fine mese, hai iniziato a ridurre ogni forma di spreco e intrapreso la via della “decrescita felice”!

Si lo spreco in primis. Bisognerebbe imparare a porsi sempre una domanda prima di aprire il portafoglio: “Ma realmente mi serve questa cosa?” Se lo facessimo scopriremmo che la maggior parte delle volte la risposta è NO! La seconda questione che ho iniziato a pormi è stata: “Posso autoprodurmela?” Se la risposta è Si – e questo accade la maggior parte delle volte – allora ho trovato la soluzione! L’autoproduzione casalinga!

Nel luglio 2012 pubblichi con Età dell’Acquario Edizioni il tuo primo libro: “Vivere in 5 con 5 euro al giorno” che a tutt’oggi è alla 6° ristampa. Niente male per essere l’opera prima di un esordiente!

Credo che sia accaduto perché la gente l’ha visto come “un investimento”: spendere 9 euro per poi guadagnarne a livello esponenziale facendosi, anche solo in parte, le cose descritte nel libro. Si tratta di un manuale del tipo: “Voglio farmi una crema, un detersivo, un dentifricio sano, ecologico, salutare, economico… come posso fare?”

Indubbiamente però, non tutto quello che proponi può andar bene per il lettore medio. Non tutti abbiamo la fortuna di disporre di spazi che consentano di raccogliere le tue 220 zucche! Se lasciassi razzolare le galline nei miei balconi che affacciano in pieno centro credo che gli altri condomini avrebbero “qualcosa” da ridire…

Si, in effetti è vero, è la critica che mi fa il lettore medio quando si vuole nascondere dietro la voglia del non fare. Il 90% di quello che propongo, chi ha voglia, lo può fare anche in pieno centro di Roma, disponendo di 20 metri quadrati. Non c’è bisogno che tutti abitino in campagna per fare autoproduzione.

In questo libro, tra l’altro, oltre che parlare di detersivi fai da te, cosmesi casalinga, recupero di capi d’abbigliamento… proponi ricette e trucchi in cucina, dai delle dritte su come gestire un orto urbano e introduci il tema del baratto. Perché dovremmo decidere oggi di tornare al meccanismo antico dello scambio?

Il baratto, se fatto con persone etiche, è bellissimo. Purtroppo c’è da individuare immediatamente quelli che considerano il baratto un ottimo modo per ripulirsi la casa di oggetti vecchi, malconci, inutili, rotti e ricevere in cambio cose nuove e autoprodotte. Ma, se ben fatto, resta comunque un’ottima cosa perché si può scambiare di tutto evitando così di sprecare denaro. Inoltre è un ottimo modo anche per relazionarsi e conoscere bellissime persone.

Nel marzo 2013 invece arriva il tuo secondo libro “Cucinare guadagnando in soldi e in salute” la cui prefazione porta la firma di Andrea Bertaglio – giornalista ambientale – che ti vede spostare l’attenzione del lettore sull’importanza dell’alimentazione sana e genuina…

Anche nel primo libro, come già detto, c’è una parte relativa all’alimentazione contenente ricette culinarie. Andrea è un grande amico, uno dei pochi che crede realmente in ciò che fa.

Qui introduci il discorso sui G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale). Di cosa si tratta esattamente?

Si tratta di persone che si mettono insieme per fare acquisti condivisi abbattendo drasticamente la spesa in termini economici e innalzando la qualità dei prodotti (di stagione), e prediligendo produttori locali. In questo modo si inquina meno, perché le merci non devono oltrepassare paesi interi per arrivare sulle nostre tavole. Qui giungono ancora ricchi di nutrienti e il nostro corpo non introduce alimenti morti ma ricchi di principi nutritivi sani. Io sono riuscita ad avere prodotti di qualità biologica a costi ben più bassi di quelli del supermercato.

Ho molto apprezzato il messaggio di fondo, l’importanza di ridurre gli sprechi, di dare voce alla creatività riciclando vecchi capi di abbigliamento, di riscoprire i sapori genuini di una volta, l’autenticità di quelle atmosfere domestiche accoglienti di un tempo, quando si condivideva coi propri vicini in assoluta semplicità. Credi che fare questi “passi indietro” possa costituire la soluzione alla crisi odierna?

Si, assolutamente! Io non li vedo come passi indietro ma bensì passi in avanti. Questo è il futuro che vedo, lo stesso che molte altre persone non vogliono vedere perché appunto credono sia un ritorno al passato. Penso invece sia come potenziare i valori di un tempo, stando con i piedi al 2014, dando un futuro più sereno ai nostri bambini e a tutto il pianeta. Questo tipo di vita – per chi la fa credendoci e non perché è di moda – rende davvero felici e in pace con sé stessi.

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Se vuoi approfondire l’argomento leggi:

Decrescita felice | Stefania Rossini

 


Giorno dopo giorno setaccio il web, alla continua ricerca di idee e casi studio interessanti.

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