7 segreti per motivarsi e raggiungere gli obiettivi: storie di chi ce l’ha fatta

Nel mondo moderno sono tanti gli obiettivi da raggiungere, sia sotto il punto di vista personale che sotto il profilo lavorativo.
Ognuno di noi, infatti, durante la vita ha delle aspirazioni, alcune sono facilmente raggiungibili, mentre per altre ci si deve impegnare giornalmente fino ad arrivare alla meta.man-358817_1280
A volte tali obiettivi esulano dalla volontà personale ed è la vita a destinarli e ci si trova  improvvisamente  catapultati, per motivazioni diverse, in una situazione al limite.
Nell’affrontare e vincere quelle che a volte sono vere e proprie sfide, ci si ritrova soli con se stessi, ed è in questo caso che ognuno di noi deve trovare la giusta forza dall’automotivazione personale.
Le storie da poter analizzare sono tante, ma tutte hanno in comune la voglia, che ognuno deve mettere, nel raggiungimento delle finalità che si è prefisso, qualunque esse siano queste finalità. La base di ogni storia di successo porta ad una crescita personale di chi pone nel raggiungimento delle proprie aspirazioni personali, tutto se stesso, e analizzare le storie di successo può aiutare chi nei momenti di difficoltà è pronto a lasciare la lotta, abbandonando quella che è una vera e propria battaglia.
Inizialmente tutti devono avere ben presente cosa si è disposti a fare, e a volte a sacrificare, per poter raggiungere gli obiettivi che ci si pone. Questa che sembra una domanda semplice pone delle implicazioni abbastanza complesse ed è la domanda principale a cui rispondere.
Si è disposti a sacrificare il tempo per avere un lavoro soddisfacente? Si è disposti a sacrificare la tranquillità di un matrimonio pur di vivere una storia trasgressiva?
Questa è la prima regola che sta alla base dei sacrifici che bisogna fare per raggiungere le proprie finalità. Dopo aver risposto a questo si dovrebbe avere il giusto equilibrio, per poter effettuare un analisi obiettiva della situazione che ci si ritrova ad affrontare. L’analisi serve a sapere se l’obiettivo che ci si pone, è veramente raggiungibile, non avrebbe senso per esempio voler diventare un calciatore nella serie A italiana se abbiamo 55 anni! Successivamente si deve avere la costanza per perseverare al raggiungimento della legittima e realistica aspirazione, costanza significa perseveranza, significa non abbandonare il proprio progetto all’insorgere delle prime difficoltà (che sicuramente ci saranno), la costanza però non deve diventare testardaggine e si deve essere pronti a inserire una buona dose di flessibilità, questo significa trovare nuovi modi di affrontare il problema, perché non ci sono montagne difficili da scalare ma per scalarla si deve percorrere la strada che porta in cima e non è detto che un sentiero più facile non sia presente dietro la montagna stessa. Le difficoltà incontrate non devono ingenerare negatività, bisogna lasciarsi trasportare dalla positività e farlo sempre, sarà un idea banalizzata ma non vedere il classico bicchiere mezzo vuoto, guardare la situazione nella prospettiva positiva può aiutare alle conquiste che ci siamo posti, e a volte rappresenta il “quid” determinante. La positività è nulla senza la disciplina, si deve essere pronti a fare sacrifici per conquistare il successo (sia personale che lavorativo), ma questi sacrifici devono essere affrontati con quella disciplina, che deriva dalla consapevolezza che quel successo prima o dopo arriverà. Ultima ma importantissima regola è trovare la forza nel proprio equilibrio mentale, la mente umana infatti è l’arma più potente per permetterci di raggiungere quel successo, a cui ognuno di noi ambisce. L’automotivazione deve prendere avvio dal nostro cervello e da lì irradiarsi a tutto il corpo, mente e corpo devono essere tutt’uno e insieme guardare fisso alla meta, per poter un giorno essere nell’elite di coloro che possono esclamare: io sono riuscito a farcela!

Riepilogando:

  1. – Cosa si è disposti a sacrificare ?
  2. – Analisi obiettiva della situazione;
  3. – Perseveranza;
  4. – Flessibilità;
  5. – Essere positivi;
  6. – Disciplina;
  7. – Equilibrio mentale;

Fin qui la teoria, ma praticamente raggiungere il successo si può? La storia, anche quella antica, insegna che tutto è possibile a costo di volerlo. Gli esempi sono tanti e vanno dalla politica allo sport, dalla scienza alla letteratura, vediamone alcuni. Cosa sarebbe stato il principe Albert, duca di York, (la storia è raccontata superbamente nel film “il discorso del re”) se non avesse avuto la forza di volontà per affrontare e sconfiggere la balbuzie che lo affliggeva. Il Principe scommise tutto se stesso e a costo di sacrifici immensi, trovando al forza dentro di se, riusci dopo tanti insuccessi a parlare in maniera fluente, riuscendo a legittimarsi con il discorso di entrata in guerra dell’Inghilterra e divenendo uno dei re più amati dagli inglesi (Giorgio VI). E cosa sarebbe stato Michael Jordan, se si fosse fermato dinanzi al provino negativo, che aveva fatto nella squadra del college, quando era agli albori della carriera, carriera che lo ha portato a diventare forse il miglior cestista di tutta la storia, ed è sua una delle più interessanti frasi rilasciate durante un intervista. Il giornalista che cercava di carpire i segreti del suo successo restò senza parole, quando il cestista del NBA dichiarò

“Nella mia carriera ho sbagliato più di novemila tiri. Ho perso quasi trecento partite. Ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Nella vita ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”.

Questa frase da sola racchiude il successo dell’automotivazione, trovare la forza dentro se stessi, non mollare mai, essere consci dei propri limiti ma cercare di andare sempre un passo più in là ed alla fine riuscire in quello che si desidera. Esemplare la storia di Alex Zanardi, il campione da tutti conosciuto dovrebbe essere da esempio per tutti. Da pilota automobilistico voleva vincere (ed ha vinto), una volta avuto un incidente gravissimo, in cui ha perso entrambi le gambe, voleva ritornare a vivere (e ci è riuscito alla grande) e adesso continua a lottare per raggiungere sempre nuovi obiettivi, a volte ha fallito ma dentro di se ha ritrovato sempre la forza per non arrendersi, e alla fine è sempre riuscito a risalire la china del successo. Gli esempi possono essere tanti e vanno da Fred Astaire (scartato più volte ai primi provini cinematografici) al compositore russo Igor Stravinsky (fischiato ed insultato durante la sua prima apparizione pubblica, da Walt Disney (che fu licenziato perché tacciato di scarsa immaginazione) fino a Gattuso (scartato nel primo provino con il Bologna, il giocatore è dovuto emigrare in Scozia per avere la consacrazione, consacrazione che poi lo ha portato a diventare un campione del mondo con la nazionale italiana). Questi sono solo alcuni esempi, per far capire a chiunque che non esiste il fallimento, ma esistono solamente i vincenti che non si fermano dinanzi al primo fallimento, e lo fanno grazie al soddisfacimento di poche, semplicissime regole (qualsiasi sia il proprio obiettivo).

La motivazione è il carburante necessario a mantenere in movimento il motore umano. Zig Ziglar

fonti:web, pixabay

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